Written by gessygey

Ricordi di un viaggio in Giappone

Sono passati più di 3 anni dal mio viaggio in terra giapponese ma ogni volta che qualcuno mi chiede qualcosa di quell’esperienza, mi rendo conto che i ricordi, i sapori e le sensazioni riaffiorano in tutte le loro sfumature e si fanno così vivi e percettibili come fossero legati a situazioni di appena un attimo fa.

Il Giappone è il paese in cui non trovi mai carte per terra ma nemmeno cestini.
Il paese in cui le persone hanno più rispetto per gli altri che per se stessi: le mascherine che mettono davanti alla bocca quando sono raffreddati, servono per non trasmettere germi ad altri, e non, come tutti pensano, per proteggersi dall’inquinamento – che peraltro, in Giappone, è molto basso.
E’ il paese in cui non esiste la microcriminalità: i condomini hanno, per ciascun piano, per ciascuna unità abitativa, diverse finestre segnalate e apribili dall’esterno – con tanto di maniglia per di fuori – da usare come uscita d’emergenza, ad esempio in caso di incendio o terremoto. Puoi lasciare di mattina la bicicletta parcheggiata senza lucchetto in stazione e tornare la sera a riprenderla: sarà ancora lì come l’avevi posizionata.
E’ il paese in cui i trasporti pubblici sono così puntuali da arrivare a spaccare il secondo.
E’ il paese in cui le toilette sono sempre pulite ed igienizzate (anche quelle delle stazioni).
E’ il paese in cui le persone – a migliaia – passano le giornate facendo picnic nei parchi durante tutto il periodo della fioritura dei ciliegi per il famoso hanami che è, appunto, l’atto di ammirare la fioritura dei ciliegi. E, a fine giornata, se ne vanno lasciando dietro di sé giardini immacolati. Nemmeno una carta per terra. Ché mille Giapponesi, “sporcano” come un nobiluomo Svizzero

 

Tokyo è enorme e affollatissima. Una metropoli da 13 milioni di abitanti che come agglomerato urbano detiene il primato mondiale arrivando a contare 40 milioni di abitanti.
E’ la città degli spazi ristretti, anzi ristrettissimi: dai tavolini dei ristoranti alle camere degli hotel tradizionali (i cosiddetti ryokan ) lo spazio è sfruttato al millimetro.
E’ la città in cui parcheggi e garage praticamente non esistono. Le persone si spostano con gli efficientissimi mezzi pubblici: treni, metro e taxi.
I treni, insieme ad auto e mezzi pesanti, assieme a tutto il traffico “che si sposta”, che non è funzionale alla città, viaggiano su arterie sopraelevate, al livello del 6 – 8° piano dei palazzi. In centro ci si sposta in metro, e poi, giunti in prossimità della meta, a piedi.
Tokyo è la città in cui puoi mangiare sushi in qualsiasi posto e a qualsiasi ora. Sempre buono, fresco, di qualità. Lo trovi persino nei market nelle cosiddette “BENTO”: lunch box che contengono un po’ di riso, alcuni pezzi di sashimi, nigiri, uramaki e hosomaki, rigorosamente freschissimi. E’ la città dove puoi cenare squisitamente con l’equivalente di 10 € a coperto, o regalmente, con l’equivalente di 5000 €, sempre a coperto.
E’ una città varia, fatta di quartieri totalmente diversi l’uno dall’altro, sia come edifici che come negozi, strade, colori, persone ecc. … così diversi che ognuno sembra una piccola città con i suoi usi e costumi. Dove fianco a fianco a grattacieli altissimi – rigorosamente in grado di sopportare terremoti catastrofici senza subir danni – convivono rispettate, le vecchie case di legno e carta.

 

Kyoto, capitale vecchia del Giappone, è la città dei giardini zen ma soprattutto dei templi storici, grandi e particolari, immersi nel verde delle colline circostanti. E’ la città della pace e della tranquillità che trasuda storia, tradizione e spiritualità. Qui le donne più anziane continuano ad indossare il kimono camminando lentamente lungo il canale e le geisha portano avanti il loro ruolo di raffinate intrattenitrici.

 

Il viaggio in Giappone mi ha mostrato quanto affollata può essere una città, un incrocio, una stazione metro, e quanto può essere facile camminare di fretta senza mai andare a “sbattere” addosso ad altre persone. Quanto sia contagioso ringraziare per ogni cosa con il sorriso in bocca, quanto sia semplice e naturale stare seduti sotto una pianta a contemplare la natura che fa il suo corso ..